Ecco i 3 problemi che il coaching ti risolve

Coaching, parola tanto abusata quanto sconosciuta!

Negli ultimi anni c’è stato un boom di coach, in qualsiasi ambito. E, proprio per questo, tante persone si sono sentite confuse, non riuscendo a focalizzare bene questa figura professionale e la disciplina del coaching.

Per chiarirti le idee, più che darti le classiche definizioni di coaching che puoi trovare anche su wikipedia, vogliamo elencarti 3 problemi principali che il coaching è in grado di risolverti! Possiamo dirtelo perché lavoriamo come Coach e con la scuola Coaching PNL & Training vediamo gli immediati benefici che questa fantastica disciplina genera nei partecipanti!

1. MANCANZA DI STRUTTURA. Tante persone, troppe ancora, parlano senza avere una struttura chiara che vada ad analizzare il problema e a risolverlo. Soprattutto in ambito professionale, in un meeting aziendale, in una riunione di condominio, in un lavoro di team o in un “semplice” confronto, le persone si concentrano sulle lamentele e su ciò che non funziona, perdendo tempo e risorse preziose in sproloqui verbali che non portano a nessuna soluzione. Ti sarà capitato anche a te di dire: “Tutto questo tempo a parlare… e poi?” oppure: “Tante chiacchiere per niente” o ancora: “Alla fine non sono riuscito ad arrivare alla conclusione sperata.”

Il problema è che se non hai una struttura di riferimento, non riuscirai mai a comprendere a fondo il problema, vagliare le possibili alternative,  e arrivare ad un risultato concreto! Oppure potrai arrivarci, ma sprecando tanto tempo inutilmente che potresti ottimizzare utilizzando i 2 potenti modelli del coaching: GROW ed EXACT.

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Come coinvolgere gli altri per raggiungere i propri obiettivi

Per avere successo, piacere, ed essere benvoluti bisogna coinvolgere gli altri e creare connessioni positive. In questo articolo ti aiuteremo a farlo grazie alla tecnica delle posizioni percettive e potrai sperimentare 3 diverse posizioni percettive per avere maggiori possibilità di raggiungere i tuoi obiettivi.

Quante volte ti è capitato di parlare con il tuo datore di lavoro, con il tuo partner o un amico di un’ottima idea e venire contraddetto e per questo trasformare il confronto in un’inutile discussione?

Da lì ne nasce la convinzione che il tuo manager o il tuo partner siano costantemente in disaccordo con te e, quindi, avanzare qualsiasi proposta risulta essere del tutto inutile.

Questa convinzione inevitabilmente ti impedisce di realizzare un tuo obiettivo perché, di fatti, un fattore esterno si è trasformato in un limite personale. 

Ottenere dei risultati non dipende solo dalla nostra volontà, ma anche da fattori esterni, come le persone (datori di lavoro, colleghi, collaboratori, partner) con cui interagiamo e che possono contribuire al raggiungimento del nostro obiettivo.

Cosa fare? 

Lasciar perdere e quindi far svanire un’occasione per dare concretezza ad una propria idea?

Oppure adottare un’altra modalità con cui presentare la propria visione e coinvolgere l’altro nel raggiungimento del proprio obiettivo?

Nel caso in cui hai scelto la seconda opzione la fatidica domanda è… 

Come fare?

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Come ottenere il massimo dai propri collaboratori grazie al Coaching

In un mondo in cui l’evoluzione tecnologica, culturale e sociale ha raggiunto ritmi sempre più alti, per le aziende nascono sfide sempre più competitive (vedi l’ultima impresa “SpaceX” di Elon Musk).

Per stare al passo con i tempi e superare queste ardue prove, il Manager di oggi deve avere al suo seguito un Team di collaboratori preparato e, soprattuto, motivato nel perseguire lo scopo e gli obiettivi aziendali.

La motivazione è qualcosa che nasce e si alimenta nel cuore e nella mente delle persone.

Per far trovare la motivazione ai propri collaboratori non è più sufficiente adottare i vecchi schemi di management come: il classico “bastone e carota”, il premio per il raggiungimento di un risultato o l’inondare gli uffici di frasi fatte come “se vuoi, puoi”.

Tutti questi sistemi hanno effetti a breve termine e non consentono al collaboratore di trovare la propria motivazione ed esprimere al massimo il proprio potenziale. 

Richiamando le parole dell’autorevole Henry Ford:

“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo.

La sfida del Manager contemporaneo è riuscire a creare con i propri collaboratori la giusta alchimia, realizzando un progetto a lungo termine puntando sul potenziale che ogni singola persona può esprimere.

E la soluzione è a portata di mano. Qual è? È il Coaching!

Finalmente anche in Italia la metodologia del Coaching si sta diffondendo a macchia d’olio, riscuotendo un inevitabile successo. Successo incentrato sulla sua semplicità e, soprattutto, sul totale cambiamento di visione della persona, non più legata alle prestazioni bensì al suo potenziale.

Timothy Gallwey, padre del Coaching moderno, ha individuato la soluzione nell’essenza del Coaching perché spostando il focus sul potenziale e lavorando sulla sua massima espressione, è possibile ottenere da ogni persona la massimizzazione delle proprie prestazioni. 

Come fare per ottenere questo risultato?

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Coaching e potenzialità in una storia Zen!

La metodologia del coaching è sempre più utilizzata da persone, manager e sportivi per raggiungere la propria “peak performance”, ovvero la migliore prestazione.

Come sostenuto dal padre del coaching moderno, Timothy Gallwey, ognuno di noi può essere in grado di esprimere le proprie potenzialità nel momento in cui è chiamato ad esprimersi in una prestazione. Ma questo non sempre accade, a causa di interferenze esterne (legate al contesto esterno in cui agiamo) e/o interne (relative a noi stessi e alla nostra mente) che vanno perciò ridotte o completamente eliminate per esprimere tutte le nostre potenzialità.

E questo avviene sempre, sia nel caso in cui vuoi essere efficace nella tua comunicazionecon gli altri, sia se come manager vuoi tenere una produttiva riunione con i tuoi collaboratori, sia se come sportivo vuoi vincere la tua gara o fare la migliore prestazione personale.

La principale differenza tra le interferenze esterne (che sono al di fuori di te) e quelle interne (che sono dentro di te) è che tu puoi gestire queste ultime perché ne sei direttamente responsabile, mentre le altre non dipendono direttamente da te.

Cioè, tornando agli esempi precedenti, non è dicendo al tuo interlocutore di capirti che lui ti capirà, non puoi fare sempre tu le cose al posto dei tuoi collaboratori per essere produttivo, così come non puoi dire di andare più piano al tuo avversario in gara !

Puoi, invece, agire su di te, pensando e agendo diversamente. E così, influenzerai a tuo favore il contesto esterno.

Il fatto è che molte volte i nostri modi di pensare e le nostre abitudini ci limitano e ci impediscono di accedere alla nostra migliore versione di noi stessi. In realtà, spesso la nostra migliore versione neanche la conosciamo, perché questi limiti ci impediscono di esplorarla, conoscerla e attuarla.

A questo punto, vogliamo raccontarti una storia Zen, chiamata “La statua”, perché secondo noi spiega perfettamente tutto ciò.

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Perché formarsi con noi di Coaching PNL & Training?

In questo post vogliamo dare una risposta esauriente ad una domanda che in molti ci pongono quando ci contattano per i nostri corsi di formazione: perché scegliere noi per la formazione?

I motivi per sceglierci sono tanti, eccoli qui di seguito elencati!

Siamo disponibili: se ci fai una domanda, se ci scrivi o ci contatti telefonicamente, noi ci siamo e rispondiamo anche molto velocemente. Ci piace stare con i partecipanti e non ci tiriamo indietro quando c’è da fare qualcosa in più del previsto.

Siamo competenti: questo non lo diciamo noi, ma le persone che ci hanno conosciuto in aula. Ogni volta che ci fanno i complimenti è per noi il carburante aggiuntivo per proseguire sulla strada intrapresa e migliorarci ancora.

Siamo dei coach e formatori esperti: abbiamo maturato tantissime ore di esperienza specifica, sia con le persone che con le aziende. Svolgiamo circa 35 weekend di formazione all’anno!

Il benessere del CLIENTE per noi è fondamentale.

In tutto il nostro agire quotidiano, salvaguardiamo il benessere del cliente per farlo sentire il fulcro dei nostri processi. A differenza di altre realtà molto commerciali, che chiamano il cliente e le persone in ogni momento (anche un istante dopo aver compilato un semplice form online) noi trattiamo benissimo sia chi ci ha già scelto, sia chi ancora ci deve scegliere. E questo, non lo diciamo noi, ce lo dicono le persone che subiscono quel tipo di approccio commerciale.

Facciamo CORSI DI FORMAZIONE e non eventi formativi.

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Quanto costa diventare coach professionista?

È una delle domande che riceviamo maggiormente! La riceviamo in aula mentre eroghiamo i corsi del percorso per diventare un coach professionista, la riceviamo via email e la riceviamo quasi ogni volta che qualche cliente potenziale chiama il numero verde della nostra scuola di formazione.

Ci è parso più che giusto scriverci un post, per rispondere, in modo più articolato, ad una domanda molto frequente!

Iniziamo col dire che con la parola “costo” non vogliamo assolutamente prendere in considerazione la cosa solamente dal punto di vista finanziario! Ci sono cose che valgono molto più del denaro, come ad esempio il tempo. Ci piace poi trasformare la parola “costo” in investimento! Già, per diventare un coach professionista e quindi aiutare se stessi e gli altri a raggiungere i propri obiettivi, a fare chiarezza su cosa è davvero importante e, in definitiva, a vivere una vita migliore, è di investimento che bisogna iniziare a parlare!

Prima di dare un po’ di numeri concreti, in termini di tempo e risorse economiche, per diventare un coach professionista, è quantomeno indispensabile capire di cosa stiamo parlando! Nel mare magnum della formazione, nostrana ed estera, esistono decine di corsi che hanno nel proprio nome la parola coach / coaching, ma questo non garantisce assolutamente che una volta frequentato tu possa essere un coach e farne addirittura una professione. Quando parliamo di come si diventa e quanto bisogna investire per diventare un coach professionista, ci stiamo riferendo esclusivamente ai percorsi riconosciuti dalle associazioni di categoria, che in base alla legge n. 4/2013, sono chiamate a far rispettare scuole, corsisti e futuri coach, tutta una serie di regole deontologiche e di codici di condotta, affinché al cliente finale sia garantita un minimo di professionalità.

Ci sono poche strade, e assolutamente nessuna scorciatoia, che portano ad essere un Coach accreditato, riconosciuto come professionista!

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Le tre competenze fondamentali per esprimersi al meglio

Ti sei mai chiesto quali sono le competenze fondamentali che ti consentono di esprimere il meglio di te?

Lavorando da diverso tempo nella formazione e nel coaching, ci siamo resi conto che queste sono tre e non si può prescindere da alcuna di queste, perché le persone ottengono i loro massimi risultati solo quando sono presenti e tutte ottimizzate.

Il SAPERE (conoscenze)

Il SAPER FARE (capacità, abilità ed esperienze)

Il SAPERE ESSERE (comportamenti, atteggiamenti, stile personale)

Le competenze sono il nostro patrimonio complessivo di qualità personali e conoscenzeche ognuno utilizza in ogni momento della propria vita, a lavoro, in famiglia, nello sport. Rappresentano un capitale valutabile, osservabile e migliorabile, attraverso processi di apprendimento e sviluppo personale come corsi di formazione o percorsi di coaching.

Il SAPERE rappresenta le COMPETENZE DI BASE fornite attraverso l’educazione (lettura, scrittura, linguaggio, matematica) e riguarda la conoscenza teorica, il quadro di riferimento in cui inserisci il tuo operare.

Il SAPER FARE rappresenta le COMPETENZE SPECIFICHE tecnico-professionali e riguarda la parte operativa e le relative conoscenze pratiche, specifiche del tuo ruolo o funzione.

Il SAPER ESSERE rappresenta le COMPETENZE TRASVERSALI utilizzate in più ambiti (comunicare, parlare in pubblico, lavorare in gruppo, negoziare, ecc.) e riguarda la capacità di essere e quindi di conoscere bene te stesso, prima di tutto. Il lavoro interiore è parte integrante del tuo percorso di crescita personale e professionale.

Spesso capita di approfondire tanto le conoscenze teoriche, magari leggendo tanti libri. Ma è solo quando inizi a fare, a testare e sperimentare sul campo che poni le basi per sviluppare anche le conoscenze pratiche e, man mano, diventi abile nel saper fare.

Perciò, evita di restare intrappolato nella conoscenza, cercando tutte le informazioni possibili su un determinato argomento e agisci ancor prima di averle tutte, altrimenti il rischio è quello della “rimandite acuta” con il risultato molto spiacevole di non ottenere ciò che vuoi.

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Dove stai ponendo il tuo focus?

Cos’è il focus?

È la capacità del tuo cervello di concentrarsi su qualcosa di specifico.

Questa capacità è collegata ad un sistema che è presente nel tuo cervello: il S.A.R., il sistema di attivazione reticolare che ha il compito di selezionare le informazioni rilevanti per te.

È il tuo mirino mentale che determina ciò su cui poni la tua attenzione. Il tuo cervello, anche in questo momento, è bombardato da miliardi di informazioni e non può far a meno di selezionare dove focalizzarsi, eliminando le informazioni considerate superflue e concentrandosi su quelle importanti.

Ad esempio, ti è capitato di comprare un vestito, una macchina, un oggetto… e poi di vederlo ovunque? Oppure di vedere continuamente donne incinte, dopo aver scoperto di esserlo? Quelle cose e/o persone erano intorno a te anche prima, ma ora le noti perché sono diventate tue, perché dai loro importanza e poni su di esse il tuo focus!

E come fa il tuo S.A.R. a distinguere le informazioni superflue da quelle importanti?

Collegandosi delle tue convinzioni.

Cioè, se tu sei convinto che la giornata andrà storta, il tuo S.A.R. selezionerà tutto ciò che non va durante la giornata!
Al contrario, se sei convinto che la giornata andrà alla grande, il tuo S.A.R. ti farà balzare agli occhi tutto ciò che va alla grande durante la giornata! 

Meccanismo semplice e potente.

Se così stanno le cose… vuol dire che devi stare molto attento a cosa pensi, perché:

Qualsiasi cosa su cui  ti focalizzi, cresce!

Più ti focalizzi sul negativo, più lo troverai nella tua vita.
Più ti focalizzi sul positivo, più lo troverai nella tua vita.

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Coach: 3 pericolosi rischi da evitare

Il Coaching è, attualmente, una delle più interessanti professioni in crescita e lo diventerà ancor più nei prossimi anni.

Con la nostra scuola Coaching PNL & Training, formiamo diversi Coach ogni anno,attraverso i più efficaci strumenti del Coaching e della PNL, tanta pratica e aggiornamento continuo.

In questo post elenchiamo 3 pericolosi rischi da evitare, per chi inizia questa professione.

1° RISCHIO:  Farsi prendere dalla sindrome del salvatore del mondo!
Il neo-coach, abbracciando una nuova mentalità e preziosi strumenti di cambiamento, rischia di farsi prendere dall’entusiasmo di volerli trasmettere a tutti indistintamente, perché sa quanto siano fondamentali per crescere, migliorare ed evolvere e non riesce più a comprendere come le persone possano farne a meno.

RIMEDIO: Ricordare che anche lui ha vissuto molto tempo della sua vita ignaro di ciò che poteva essergli d’aiuto e far propria questa regola aurea:

Può essere aiutato solo chi vuole essere aiutato.

2° RISCHIO: Non sentirsi mai pronto!
Può capitare, al contrario, che il coach si renda così tanto conto dell’importanza e del potere di tutto ciò che ha acquisito, da non sentirsi mai pronto per poter fare questo lavoro, avendo a che fare con la vita di un’altra persona.

RIMEDIO: BUTTARSI! Dopo aver aver concluso con successo il percorso di coaching e aver applicato gli strumenti acquisti su se stesso, bisogna anche aver il coraggio di mettersi in gioco, facendo propria un’altra regola aurea:

 L’unico modo per crescere e migliorare è fare!

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Come smettere di rimandare le cose?

La rimandite, che brutta bestia!

Tante persone vorrebbero fare tante cose, ma finiscono sempre per rimandarle a tempi migliori.

“Eh si, mi piacerebbe tanto…”
“Quando mi daranno la promozione, vedrò di farlo…”
“Quando mi sentirò pronto, lo farò…”
“Quando passerà la crisi, penserò al mio progetto…”
“Quando avrò i soldi da parte, inizierò…”
“Ora non è il momento…”
“Ho altre cose da sbrigare…”

E così, il tempo passa e i tuoi progetti rimangono ad ammuffire nel tuo cassettino dei desideri.

Eccoti svelato il più grande segreto di tutti i tempi:


IL MOMENTO GIUSTO NON ESISTE!


Non esiste il momento in cui tutto sarà perfetto, perché la vita non è perfetta.

La crisi non passerà se non sarai tu a farla passare, cogliendone le opportunità.

Non ti sentirai mai completamente pronto, perché potrai sempre conoscere di più e fare meglio.

Sai qual è la differenza tra le persone che falliscono e quelle che hanno successo?

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